La scuola à la française

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Ho parlato a lungo con tanti stranieri del primo impatto che hanno avuto della scuola francese e tutti, dico tutti, hanno espresso più o meno esplicitamente il proprio disappunto riguardo il sistema scolastico in Francia.

Probabilmente la scuola francese dà anche una buona preparazione agli alunni dal punto di vista delle nozioni, ma la cosa che salta all’occhio sono i metodi utilizzati per l’insegnamento. Una pedagogia degna d’altri tempi, con maestre a cui manca solo la ghigliottina.

La mia esperienza personale copre la maternelle, ovvero la nostra scuola dell’infanzia, a cui i bambini accedono a 3 anni (compiuti o da compiere nel corso dell’anno). Sono 3 anni di scuola suddivisi in petite section, moyenne section e grande section. Il mio biondino, nato a gennaio ma che aveva già frequentato un anno di scuola materna in Italia, pur dovendo iniziare il secondo anno, è  stato ammesso in petite section perché la classe è formata da bambini nati nello stesso anno. Dunque, biondino è rimasto fuori per due settimane.

La maternelle non è  un posto per divertirsi, bensì per lavorare. Le  maestre sono molto severe e rigide. Da poco hanno cambiato il programma, che prevede più gioco e meno travail, ma fino all’anno scorso i piccoli soldatini della petite section erano bombardati di lettere da imparare a scrivere e numeri da calcolare. Obiettivo importantissimo per insegnanti (e genitori) è raggiungere la standardizzazione, così come da manuale operativo della perfetta maestra francese. E saper disegnare, tutti alla stessa maniera. Ah si, perché l’omino (le bonhomme), quello con le dita a grissino, deve essere uguale al loro modello. Se fai il bonhomme con le orecchie a sventola, i fagolosi al posto dei grissini, le narici come il traforo del Monte Bianco…eh no…vuol dire che non sai disegnare. Magari sai fare la traduzione simultanea di tutte le canzoncine dal francese all’italiano, sei un bambino curioso e adorabile…ma devi andare dallo psichiatra perché non sai disegnare. E non è che c’è un rimedio, che magari imparerai col tempo, oppure che hai un tuo stile e le che sopracciglia a ali di gabbiano non le sa disegnare nessuno come te. No, ti bolleranno come quello che non sa disegnare e non puoi sperare neanche di recuperare l’anno perso.
Il sistema francese, fin dalla maternelle, è volto a minare l’autostima, a non incoraggiare gli alunni, ma a sottolineare gli errori. Io sono dell’avviso che disciplina e rigore sono importanti tanto quanto creatività, immaginazione e personalità. Queste ultime non sono prese in considerazione dalla mentalità della scuola française.
Addirittura esiste la pagella alla scuola materna. E si può essere bocciati!

Per fortuna non tutti gli insegnanti sono così rigidi, esiste una minoranza “normale”, come la maîtresse del biondino di quest’anno. Che però viene considerata dagli altri genitori “di manica larga” e quindi non in linea con gli standard locali. A me pare una persona che sa fare il suo lavoro con passione e che dimostra attenzione e amore nei confronti dei suoi allievi. Per altri, da evitare come la peste.

Per dare un po’ di riposo ai soldatini, ogni 6 settimane di scuola sono seguite da 2 di vacanza. I genitori possono scegliere di tenere i bambini a casa, partire per le vacanze (e far girare l’economia), o iscrivere i pargoli al Centre Municipal des Loisirs. I CML sono degli spazi dove i bambini sono seguiti e intrattenuti da animatori che propongono loro varie attività, uscite, gite, picnic. Il costo giornaliero varia a seconda del comune. Nel mio, in fascia più alta, sono circa 10 euro al giorno. Nulla, se calcoliamo i costi di una babysitter. I CML sono attivi durante le vacanze scolastiche, quelle estive e i mercoledì pomeriggio.
I bambini si divertono davvero! Vanno in piscina,  allo zoo, al parco in bici, organizzano tornei con gli altri CML. Anche qui, ovviamente, ci sono le regole da rispettare, ma tutto è volto allo svago e al divertimento.

A parte la mentalità rigida, però, non voglio condannare del tutto la scuola francese. È piena di iniziative e progetti interessanti (cose che in Italia ci si sogna per mancanza di fondi). È sicuramente molto formativa dal punto di vista delle esperienze dei bambini. Io, avendo frequentato scuole di stampo internazionale e anglosassone, non sono certa di voler continuare la scelta della scuola francese per mio figlio, qualora dovessimo trasferirci dalla Francia. Il mio biondino è lontano dal loro standard. È uno scalmanato, intelligente, creativo, con molta personalità e carattere. Non il prototipo di bambino calmo francese. Forse ci sono sistemi scolastici più adatti a lui. Per ora sono un po’ delusa dai metodi pedagogici antichi. Forse in Italia siamo più all’avanguardia su questo. Forse, e dico forse, sul metodo di interazione insegnante-alunno, almeno alla scuola materna Italia batte Francia.

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2 thoughts on “La scuola à la française

  1. drusilladeserto ha detto:

    Conosco poco del sistema scolastico francese, ma un’amica francese che vive qui a Riyadh mi ha detto le stesse cose che hai scritto tu. Pensa che lei vuole togliere il figlio dalla scuola francese per mandarlo a quella australiana dove sono i miei figli.

    Mi piace

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