Expat si, ma per quanto tempo?

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La prima volta che sono espatriata, da bambina, non mi ricordo di aver mai chiesto “quanto tempo dobbiamo stare qui?”. Forse se lo chiedevano i miei genitori, ma sapevano che il contratto di lavoro avrebbe avuto una durata e a certo un punto mio padre si sarebbe pensionato.

Ogni volta che metto piede in Italia, escludendo la mia famiglia che sa che non è una domanda a cui so rispondere, mi viene chiesto “e quanto dovete stare ancora lì?”. Come se queste persone, che il resto dell’anno non ti si sono filate, in quel momento devono assolutamente sapere quanto devi scontare di pena in Francia, poveri noi, in quel posto dove gli idraulici non sono molto efficienti (nelle prossime puntate scoprirete perché), dove le maestre hanno il mitra e dove (secondo loro) si trova solo la Barilla. Forse dei miei racconti rimangono in mente solo le disavventure?

Tanto l’expat, per quello che non è  mai uscito dal suo paesello, è  a) uno sfigato condannato a morte in un posto tremendo oppure b) un privilegiato con la servitù in casa.
Io non mi vedo in nessuna delle due categorie e faccio molta difficoltà a spiegare il perché mi piace vivere all’estero. Che poi mi direte “c’è estero e estero”, e sono d’accordo. Ma il fatto di espatriare, che sia al confine con il Bel Paese o agli antipodi, ha sempre tanto in comune.
Quando dichiaro apertamente che vorrei approfittare della possibilità che ci sta dando l’azienda per la quale lavora mio marito per girare l’Europa e imparare il più possibile delle diverse culture, non sempre sono capita. E mi tocca per forza cambiare discorso.

Credo che la Francia non sarà casa mia per sempre, anche se ormai mi sono affezionata molto, ma di certo non mi rivedo catapultata in Italia.
Per ora voglio godermi ogni momento di quest’esperienza e voglio che il biondino ne faccia tesoro.
Non so neanche dire dove mi vedo da grande. So solo che a tornare indietro si fa sempre in tempo, ma per ora non ne sento l’esigenza.

E voi siete partiti con l’idea di espatriare per sempre o scalpitate per tornare in Italia? Aspetto i vostri commenti!

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4 thoughts on “Expat si, ma per quanto tempo?

  1. Alessia ha detto:

    Io vivo all’estero da più di undici anni. Ormai mi sono stabilita a Parigi e ho anche una famiglia. Ma per gli amici e parenti in Italia, sono “quella che è in giro a divertirsi”. Non so perché, se manco qualche evento importante in famiglia, non è perché sono lontana e non ho potuto, ma perché sicuramente sto perdendo tempo a far festa. In realtà è una leggenda. In Italia era molto più divertente. A me piacerebbe andare a vivere in un altro paese. Idealmente cambierei paese ogni due anni, ma il marito francese e la nascita del nanerottolo hanno frenato il mio slancio iniziale. Non avrei una meta in particolare, sono curiosa di conoscere ogni luogo. Ho vissuto un anno in Germania , ma non è stato abbastanza per poter davvero conoscere la cultura del posto. Mi manca qualche cosa. Ci tornerei…

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  2. Giulio ha detto:

    È mooolto più difficile tornare…magari per la pensione, chissà, giusto per godersi il Belpaese (formaggio intendo!!). Mia mamma diceva che all’estero le mancavano mozzarella e fagiolini. Oggi come oggi i fagiolini li trovi pure in Burkina Faso!

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